Diffidava delle idee, dimenticava i fatti: chi è davvero Mark Rutte
Cinquecento aerei che erano duecento. L'ultima gaffe di Rutte è il sintomo: una carriera di scandali ora alla guida dell'Alleanza.
[tutti i giorni. dalle 11 alle 13, conduco URTO - Politica, storie e altre collisioni, la mia trasmissione su Radio Cusano Campus che potete ascoltare (anche) qui. Fatemi sapere]
Cinquecento aerei. È il numero che Mark Rutte ha buttato sul tavolo di Fox News il 24 giugno, da Washington, per spiegare quanto l’Europa avesse aiutato gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran: cinquecento velivoli americani decollati dalle basi italiane, e in tutto il continente fra 4.000 e 5.000 missioni di volo. Un numero enorme, ha detto, con l’aria del maestrino soddisfatto alla lavagna. Solo che alla Difesa italiana i conti dicono altro: circa 200 transiti, tecnici e logistici, nessuna attività cinetica. La Nato ha corretto il tiro poche ore dopo, quando Giorgia Meloni ha telefonato per protestare e ha bollato quelle parole come illogiche e insensate.
In Italia si discute del danno interno: la premier sbugiardata, l’opposizione che chiede chiarimenti in Parlamento, il sospetto di uno sgambetto orchestrato da Donald Trump. Tutto legittimo. Eppure il punto vero sta un gradino più su, e quasi nessuno lo dice: a snocciolare cifre sbagliate pur di compiacere la Casa Bianca è l’uomo che guida l’Alleanza Atlantica. E quell’uomo, a guardarne la biografia, non è finito lì per fortunata coincidenza. Ci è arrivato trascinandosi dietro un curriculum di macerie.




